Costruito da Giacinto Paternò nel 1635 e sopraelevato con il secondo piano un secolo più tardi da Ottavio Trigona, l’edificio è in stile Barocco, con il portale, gli stipiti e le finestre in pietra intagliata.
Di superficie molto ampia, vanta un cortile interno circondato da un’area coltivata a giardino e orto e da un boschetto.
Nell’androne si nota una grande cisterna alimentata da acque piovane, con colonnine in ferro battuto. Al piano superiore sono conservati alcuni mobili e quadri appartenuti alla famiglia Biscari.
Nell’antica camera da letto padronale si apre la cappella con un artistico altare scolpito in mogano.
Annesso al palazzo sorge un edificio comunemente detto “il Carcere”, usato un tempo come luogo di pena per i vassalli che non ottemperavano ai propri doveri verso il barone.