All’indomani del terremoto del 1908 che distrusse la Chiesa Matrice di Mirabella Imbaccari, un magazzino di proprietà di Salvatore Politini fu destinato a celebrare temporaneamente i riti liturgici. Di qui la decisione di trasformare il locale in edificio di culto, aperto ufficialmente alla devozione dei fedeli il primo maggio del 1909.
In seguito la Chiesa del Sacro Cuore fu ampliata, corredata di campanile, ornata con decorazioni e pavimentata con mattonelle di cemento alla veneziana.
Il fonte battesimale in marmo di Carrara, ad opera dello scultore Pucci, è del 1940 mentre è datato al 1953 il Crocifisso in legno realizzato da Vincenzo Moroder di Ortisei.
L’impianto è a tre navate dal profilo rettangolare, di cui quella centrale è coperta da una volta a botte sorretta da arcate a tutto sesto che poggiano su larghi pilastri.